La tradizione del carbonaio ha origini antichissime, perché la zona iblea è ricca di boschi, soprattutto lecceti e querceti, che hanno bisogno di essere sfoltiti e rinnovati periodicamente.
Fin da tempi remoti i contadini avevano il diritto di “frascatico” nei boschi demaniali, come risulta da documenti, risalenti circa all’anno 1000 d.C.
Il carbone è stato sempre usato per il riscaldamento domestico, per stirare e per cucinare; ancora oggi in alcune case è possibile trovare la famiglia radunarsi attorno alla “conca”, per ascoltare i racconti delle nonne, mentre i bambini mangiano il pane abbrustolito sulla brace.
Quando d’inverno la pioggia impedisce di asciugare i panni all’aperto, si stendono sulla “conca”.
Si possono ancora vedere delle persone anziane che si spostano, portandosi dietro “u scarfamanu”.
A Cassaro la produzione del carbone è ancora oggi eseguita come nel passato, grazie all'opera del nostro "ultimo carbonaio" il sig. Paolo Listro, pensionato ultra ottantenne, che dalla giovinezza si è dedicato a questa attività faticosa e non sempre remunerativa.